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C’ho provato, ma non riesco ad esaltarmi per la corsa al settimo posto

C’ho provato. Giuro che c’ho provato. Tuttavia non riesco ad esaltarmi per una corsa che veda il settimo posto come l’obiettivo da raggiungere. Prima di tutto perché, solo qualche mese fa, Andrea Della Valle (era la fine di aprile), ancora in piena emozione post perdita di Astori, aveva promesso una squadra “competitiva almeno per l’Europa League”: parole sue testuali. Nel giro di poche settimane il traguardo minimo è diventato il massimo. Cosa è accaduto? E Corvino che sbandierava ai quattro venti che la Fiorentina quest’anno non avrebbe avuto bisogno di vendere per comprare, come mai tiene le tasche chiuse in attesa di piazzare la carcioferia (permettete il neologismo) accumulata negli anni scorsi?

Ho visto svariate volte (ma non tantissime) la Fiorentina classificarsi in una posizione inferiore al settimo posto, ma mai con un obiettivo così moscio dichiarato in partenza. Quale iniezione di entusiasmo può avere la squadra da dichiarazioni tanto remissive? Quale frenesia può cogliere i tifosi? Quali frementi attese può provocare? La squadra vista all’opera nelle prime amichevoli mostra con candore pregi e difetti. Ha corsa e concentrazione, ignora il talento. Nessuno dei giocatori viola è in grado di dare una pennelleta di colore ad un buon disegno in bianco e nero. C’è voluta l’entrata in campo del frizzante Montiel, nella mezza gara contro il Fulham, per svegliarsi dal torpore. I viola difendono bene. Concedono poco agli avversari ma ancor meno a se stessi. Il tiro in porta è più raro di un quadrifoglio, il dribbling sconosciuto, il lancio illuminante non praticato.

La squadra attuale è una minestra senza sale, una pasta senza sugo, una bistecca senza l’osso. Questa è la nostra dimensione, sento dire in giro. Quanto mi irrita questa insulsa definizione che troppi ripetono come pappagalli ammaestrati! Chi la stabilisce la dimensione di una squadra? Quali sono i criteri per valutarla? Ammettendo la superiorità economica di brand calcistici internazionali come Juventus, Milan e Inter, perché mai Firenze dovrebbe offrire alla propria squadra una dimensione inferiore di Roma e Napoli? Per il numero di abitanti? Ridicolo. Per il bacino di utenza? Non l’ho mai visto fare un gol. Per la notorietà nel mondo? Poche città possono stare al nostro pari. De Laurentis e Lotito sono potenze economiche superiori ai Della Valle? Non credo. Roma e Napoli hanno gonfiato i propri fatturati da quando giocano stabilmente in Champions. Obiettivo che la Fiorentina ha sfiorato per alcuni anni e al quale ha inspiegabilmente rinunciato quando è diventato più raggiungibile. Amen.

3 commenti

  1. Paolo Pellegrini

    👏👏👏👏👏👏👏👏

  2. Senza offendere nessuno, hai ben spiegato un sentimento piuttosto diffuso tra I tifosi della Fiorentina: gestione poco sensata dal punto di vista tecnico, ondivaga a seconda degli umori nel proprio progetto sportive ( se mai ce ne sia stato davvero uno dopo il fallimento Rossi-Gomez…) ma molto precisa e troppo decisa nel progetto economico.

  3. angelo chionna

    Se per ipotesi riuscissimo con 2/3 innesti lottare per l’Europa
    per una serie di circostanze favorevoli cosa facciamo rinunciamo ?
    Per quanto mi riguarda
    1)un portiere esperto tipo storari sorrentino. Non credo che costerebbe un patrimonio
    2)un centrale esperto anche a fine carriera come lo è stato pirlo. Da portare a casa con qualche milione.
    3)un esterno d’attacco che sarebbe l’esborso più costoso
    per il quale preferisco un italiano tipo Sansone.
    Il resto della squadra lo vedo abbastanza coperti con dei giovani che possono aggiungersi ai vari chiesa,etc etc
    a formare una Fiorentina ye ye
    capace di ribaltare qualche pronostico.
    Secondo me il programma della società è questo, e per acquistare i tifosi dovrebbe comunicare molto meglio.
    Quando ha cercato di farlo Salica è andato un po meglio.
    Dovrebbe farlo un po di più.

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